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Yashica Af Story

La  “Yashica 230 AF” è stata la mia prima vera reflex e quindi ho un certo legame affettivo con questo marchio e questo “sistema”, facendo ricerche sia sulla "rete" che sulla stampa specializzato ho dovuto costatare, rammaricandomene, che però è ben poco conosciuto ed anche il forum in lingua inglese dedicato esclusivamente ai prodotti Yashica non ne tratta in modo diffuso.

 

Mi sono quindi deciso a scrivere questa breve trattazione, lungi dall’essere esaustiva dell’argomento, affinché il sistema yashica af divenga un po’ più noto almeno tra i fotoamatori.

 

Innanzitutto bisogna distinguere questo sistema da quello diciamo “a fuoco manuale” con il quale non ha in comune praticamente niente tranne la scritta “Yashica” sul pentaprisma, infatti quando parliamo del sistema af ci si deve dimenticare praticamente tutto quello che si conosce del fratello “manual”.

 

Cominciamo dall’inizio: il sistema “AF” è stato ideato e lanciato sul mercato verso la metà degli anni ’80, quando anche tutte le altre grandi case costruttrici come Nikon, Canon, Pentax e Minolta cominciavano ad immettere sul mercato i propri sistemi con messa a fuoco automatica.

Il sistema di proprietà Yashica però ebbe, ingiustamente, un vita piuttosto breve in quanto già a metà degli anni novanta la produzione di corpi macchina e ottiche af fu definitivamente sospesa.

 

La Kyocera, proprietaria del marchio, non credette nel progetto del fuoco automatico e quindi non vi investì, come invece fecero gli altri produttori, puntando nel più tradizionale ed ormai collaudato sistema “manual focus” (la Fx 3 andava ancora alla grande, ed anche la 108 e poi la 109 vendevano piuttosto bene), infatti a vantaggio di quest’ultimo c’era l’innesto delle ottiche: la baionetta delle Yashica mf era identica a quella della più blasonata Contax, il che si traduceva nella possibilità di utilizzare le fantastiche ottiche di questo marchio con i corpi macchina Yashica.

Il vantaggio era, quindi, sia per i fotoamatori che acquistando una reflex non eccessivamente costosa avevano la possibilità di utilizzare ottiche di altissimo livello, sia per i professionisti che potevano affiancare al loro corpo macchina principale Contax un secondo/terzo corpo Yashica non spendendo una fortuna ed avendo la totale compatibilità delle lenti e degli accessori (addirittura i winder di alcuni modelli a trascinamento manuale della pellicola erano praticamente identici ed intercambiabili tra loro, più precisamente mi riferisco al motore per la Contax 139 Quartz e per la Yashica Fx assolutamente compatibili).

 

La baionetta dedicata “AF” fu probabilmente ciò che non permise una lunga vita al sistema!

A mio modesto avviso credo che il sistema af Yashica fu realizzato con molta probabilità prendendo come base quello Minolta (poi denominato Konica-Minolta, ed oggi Sony, solamente per un discorso di acquisizioni di marchi/aziende) in quanto la baionetta è molto simile, i contatti elettrici tra corpo e obiettivo a prima vista sembrerebbero identici o almeno posizionati negli stessi punti e anche la velocità AF a detta di chi ha avuto occasione di confrontarla, sembra molto simile a quella della mitica Minolta 7000, la prima vera reflex AF della casa. Le prerogative erano poi le stesse.

  (Immagine scaricata da internet)

Come si può vedere le somiglianze tra i due innesti sono evidenti anche nella "presa di forza" dell'autofocus, la cosa che differenzia sensibilmente le due baionette è il comando per il diaframma che nella "configurazione Minolta" risulta sulla sinistra subito sotto i contatti elettrici, mentre nella "configurazione Yashica af" in basso a destra.

Per mostrare in maniera ancora più evidente le somiglianze dell'innesto ottiche ho elaborato l'immagine seguente che permette di vedere con il semplice passaggio del mouse la "baionetta" Minolta trasformarsi in una "baionetta" Yashica af (in verde sono evidenziati le caratteristiche simili, in rosso quelle diverse), ho appositamente tralasciato di evidenziare le frange che sono simili ma non identiche per non togliere visibilità alle parti più interessanti.

 

 

 

Ma torniamo all’oggetto principale della trattazione, inizialmente furono presentati due corpi macchina Yashica af, la “entry level” 200AF (che è possibile vedere nelle foto in apertura e per le quali ringrazio l’amico Michele che gentilmente me le ha inviate) e, la più performante, 230AF (qui di seguito), quest'ultima a mio parere la migliore mai costruita con questo sistema, superiore anche ai modelli prodotti successivamente.

 

     Anche in questo caso credo che la collaborazione con la casa concorrente Minolta sia più che evidente nello sviluppo della 230af, infatti questo modello è assai simile strutturalmente ed anche come disposizione dei comandi sulla calotta rispetto alla Minolta 7000i (come è possibile vedere nella foto seguente).

 

 

 

 

 

 

 

 

    Una delle cose che salta subito all’occhio, che distingue la 230af dalla 200af, è il piccolo flash dedicato alla sorella maggiore denominato CS-110, si tratta di un flash ttl di modesta potenza (numero guida 11) con slitta assolutamente dedicata ed esclusiva per quel modello di reflex (nelle foto qui sopra si può vedere la configurazione con il flash innestato mentre qui a lato si può vedere la configurazione senza, in quest’ultimo caso le differenze estetiche con la 200af sono minime). Il CS-110 è stato uno dei primissimi flash “incorporati” in un corpo macchina che, in caso di necessità e non solo, poteva essere montato in pochi secondi ed utilizzato come i moderni flash pop-up che troviamo oggi sul 90% della reflex a pellicola e digitali, con il vantaggio di non sottrarre spazio fisico al pentaprisma come invece fanno questi ultimi.

Per l’epoca fu un’innovazione, ai giorni d’oggi se un corpo macchina non ha il flash incorporato potrebbe sembrare che manchi di qualcosa, ma vi assicuro che a metà degli anni ottanta non era affatto così, tutt’altro!

  

Il CS-110 (qui a fianco) non impediva comunque di utilizzare un flash più potente a “cobra” o a torcia in quanto la macchina era comunque dotata di slitta a contatto caldo, personalmente ho utilizzato con soddisfazione su questa reflex un Metz Mecablitz a torcia 32 CT8 con modulo Sca dedicato che consentiva l’utilizzo in TTL, in automatico (a tre diaframmi) ed in manuale.

 

Nel complesso furono prodotti esclusivamente quattro modelli per questo sistema af (per le caratteristiche tecniche a confronto si rinvia alla tabella successiva), infatti oltre alle già citate "200af" e "230af", successivamente, nei primi anni novanta, furono presentate le ultime due reflex af che sfruttavano questo sistema: la "270af"  e la "300af" entrambe dotate di flash pop-up sul pentaprisma, entrambe con un design più moderno e più ergonomico, ma mantenendo gran parte delle caratteristiche delle precedenti (veramente perdendone alcune). Per completezza di esposizione bisogna dire che furono anche presentati modelli particolari come la “230af super” e la “270af super”, molto simili esteticamente alla 270af, ma credo che non furono mai commercializzata in Italia (se non erro la "230af super" sarebbe la 270af così ribattezzata per il mercato americano!).

Funzione innovativa e piuttosto interessante della 270af e della 300af è la possibilità di limitare la distanza di messa a fuoco, più precisamente è possibile utilizzare il modulo af del corpo macchina su tutte le distanze di messa a fuoco, dalla minima fino ad infinito, oppure limitarlo dalla minima distanza fino a circa 3 mt., oppure da 3 mt. ad infinito; questo circoscrivere l'"hunting" dell'obiettivo innestato quando viene perso il fuoco sul soggetto, funzione utile, ripeto, sia con i teleobiettivi per caccia fotografica che per le riprese macro a breve distanza di ripresa. i moderni obiettivi hanno questa funzione incorporata ma, né gli obiettivi dell'epoca se non quelli di livello semi professionale e professionale, né altri corpi macchina (che io sappia) incorporavano questa caratteristica, inoltre il suo utilizzo è piuttosto intuitivo in quanto è stato riservato un apposito pulsante a tale scopo e può essere usato con qualsiasi obiettivo a prescindere dalla lunghezza focale.

(Yashica 270af)

 

 

Passando alla 300af, sicuramente è a livello ergonomico la più evoluta (anche perché è stata l'ultima ad essere presentata sul mercato), con un corpo più tondeggiante ed un'impugnatura più grande rispetto ai modelli che l'hanno preceduta. La 300af ha, come dicevo, un disegn più accattivante ma nella sostanza le modifiche funzionali/meccaniche rispetto alla 270af sono trascurabili.

 

(Yashica 300af)

 

La cosa che personalmente ho gradito (ripeto è solo una questione di gusti personali) è la possibilità di sostituire la batteria senza la necessità di utilizzare una moneta o un cacciavite per accedere all'alloggiamento dedicato, infatti è possibile effettuare l'operazione unicamente azionando il pulsante a molla presente sul fondello della macchina come si vede dalla foto seguente.

 

(Yashica 300af: fondo)

 

La novità più importante che ho potuto riscontrare nella 300af rispetto ai modelli precedenti sta "dentro" la macchina: mi riferisco ai contatti elettronici presenti sul bocchettone di innesto ottiche che fino alla 270af erano 5 mentre in quest'ultimo modello sono raddoppiati (sono dieci), nelle foto seguenti viene mostrata questa evoluzione delle cui funzioni si parlerà in seguito più dettagliatamente, comunque anticipo che riguarda esclusivamente la "comunicazione" tra corpo macchina (300af) e le ottiche "af power zoom".

(Contatti elettrici presenti nella Yashica 230af)

 

(Contatti elettrici presenti nella Yashica 300af)

 

Un grosso passo indietro, direi una involuzione a mio modesto avviso, che la 270af e la 300af presentano rispetto alla loro "antenata" 230af è riferibile alle informazioni visibili nel mirino che risultano assolutamente insufficienti, principalmente non sono visibili né il tempo di scatto né il diaframma impostato, sono riportati esclusivamente il segnale di pronto flash, il programma impostato, la corretta messa a fuoco e la corretta esposizione, tutto il resto è visibile soltanto nel display esterno sulla calotta superiore della macchina, cosa assolutamente non comoda (per usare un eufemismo)!!!! Per la cronaca nella 230af oltre a quanto visibile nel mirino della 200af, 270af e 300af sono visibili le "frecce" per correggere la messa a fuoco e quelle per la sovra o sotto esposizione, il tempo di scatto, il diaframma impostato e l'eventuale compensazione (senza però precisarne in che misura è stata apportata).

Come è possibile vedere dalle immagini seguenti le differenze su ciò che è visibile nei mirini dei vari modelli sono evidenti.

 

(mirino 200af e 270af)

 

(mirino 300af)

 

(mirino 230af)

 

        In pratica per la 270af è stato ripreso il mirino della 200af mentre per la 300af, è stato preso a base sempre lo stesso mirino spostando i led/cristalli liquidi dal lato inferiore a quello laterale destro senza apportare modifiche se non marginali.

 

        Riporto di seguito le principali caratteristiche tecniche dei singoli modelli.

 

Modello

 

 

OTTURATORE

 

 

 

ESPOSIZIONE

 

 

 

Scatto remoto

 

Sincro x

Tempo max

Tempo min.

autoscatto

Lett. Comp.

Lett. Spot

exp man.

pr. diafr.

pr. tempi

prog.

 

 

200

1/90

16s.

1/2000

Elettr.

si

no

si

si

si

si

 

si

230

1/90

16s.

1/2000

Elettr.

si

no

si

si

si

si

 

si

270

1/90

8s.

1/2000

Elettr.

si

no

si

si

si

si

 

si

300

1/90

8s.

1/2000

Elettr.

si

no

si

si

si

si

 

no

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Modello

 

 

FLASH

 

 

 

ISO

 

 

MIRINO E DISPLAY

 

 

 

ttl

cont. Caldo

presa PC

flash inc.

iso min.

iso max.

dx

manuale

display

tempi

diafr.

contr. Pdc

200

si

si

no

no

25

5000

si

si

Led

si

si

no

230

si

si

no

Cs-110

25

5000

si

si

Led

si

si

no

270

si

si

no

si

25

5000

si

no

Led

si

si

no

300

si

si

no

si

25

5000

si

no

Led

si

si

no

 

Dalla tabella riassuntiva appena esposta si può agevolmente notare la "perdita" di altre caratteristiche delle ultime nate 270af e 300af rispetto ai precedenti corpi macchina, oltre a quelle del mirino di cui sopra, mi riferisco in particolare al tempo massimo di esposizione che è possibile impostare passato da 16 secondi a 8 secondi, inoltre si è persa la possibilità di starare intenzionalmente la sensibilità della pellicola (non è più possibile impostare manualmente la sensibilità del film), per finire la 300af non ha più la possibilità di utilizzare lo scatto remoto non essendo più presente la presa per lo scatto meccanico a corda (ovviamente di comando a infrarossi neanche se ne parla).

 

Ultima, ma non ultima, cosa che mi sento di riferire sui corpi macchina del sistema Yashica af riguarda l'alimentazione: sia la 230af che la 270af e la 300af sono alimentate da una batteria al litio da 6 Volts del tipo "2CR5", la sua durata è buona ma è piuttosto costosa e reperibile solo nei negozi di fotografia. La "sottovalutata" 200af invece è alimentata da 4 comunissime batterie stilo AAA reperibili in qualsiasi supermercato o tabaccheria, inoltre il loro costo è ben più contenuto della batteria che alimenta gli altri modelli di casa Yashica di cui sopra!

La cosa infatti è piuttosto curiosa, non riesco a capire perché i progettisti si siano impegnati alla realizzazione di un adattatore per batterie stilo su un modello di macchina e poi, contemporaneamente abbiano abbandonato il progetto su un corpo macchina (la 230af) dalle dimensioni ed ingombri praticamente identici e quindi con un vano porta batterie gemello a quello della 200af, adottando una batteria specifica e buttando alle ortiche l'adattatore, ricordo che le due macchine sono state presentate praticamente in contemporanea!!!!

Credo che questo resterà un mistero!!!

 

        GLI ACCESSORI

 

(Tubo di estensione per foto macro)

 

(Teleconverter 1,6x)

 

Gli accessori prodotti per questo sistema non furono molti, oltre al tubo di prolunga per foto macro da 8,5mm., uno degli accessori più particolari ma allo stesso tempo interessanti fu il Teleconverter 1,6x, mi spiego meglio: oltre ad essere un consueto moltiplicatore di focale 1,6x (per chi non è un esperto, in pratica moltiplica la focale dell’obiettivo sul quale si innesta di 1,6 volte, ad esempio un 50mm diventa un 80mm) come ce ne sono tanti, con ogni innesto, la vera particolarità di questo teleconverter è quella di permettere di utilizzare gli obiettivi con baionetta Contax-Yashica, già sarebbe una gran cosa, in più permette, tramite un sistema ottico interno, di mantenere l’af anche con le ottiche manuali, sì, avete letto bene, consente di trasformare un fantastico Contax Carl Zeiss 50/1,7 Planar a fuoco manuale in un 80mm autofocus, in pratica l’unica possibilità di usare in af una lente Contax (tralasciando la parentesi delle Contax af che a quanto mi è dato sapere non ebbero un gran successo). Praticamente si mette a fuoco grossolanamente a mano e poi, premendo il pulsante di scatto fino a metà corsa, la macchina procede con la messa a fuoco "fine". Per chi conosce il sistema Nikon fu prodotto un moltiplicatore simile anche per la F3af denominato Teleconverter TC 16-A che permetteva di utilizzare in af ottiche Ai e Ai-s, obiettivi che comunque si sarebbero potuti utilizzare con la F3 ma senza messa a fuoco automatica.

  Quello appena descritto è l'unico Teleconverter mai prodotto per il sistema Yashica af dalla Kyocera e non sono a conoscenza che produttori terzi che producono attrezzature compatibili come Tamron, Tokina o Sigma abbiano ma avuto in listino un teleconverter per questo sistema autofocus, se ne deduce purtroppo che non è mai esistito un moltiplicatore per un obiettivo Yashica af!

 

          Flash CS-250 AF

    Per quanto riguarda i flash esterni direi che uno dei pochi degno di nota è il "CS-250 AF": un classico flash cobra con numero guida 25 (con focale 35mm, 100 iso), supporta la misurazione ttl ma può essere utilizzato anche in manuale tramite un selettore che permette di scegliere tra tre livelli di potenza: 1/16, 1/4 e piena potenza.

    Il flash è dotato di una parabola zoom manuale con possibilità di essere imposta su 28, 35, 50 e 85mm, la parabola è orientabile solo verticalmente (0-90 gradi verso l'alto).

    Il flash è inclinato in avanti in modo inusuale (come illustrato nella foto seguente), non è dotato di display a cristalli liquidi come le moderne unità flash, sul dorso trovano posto, l'interruttore generale, il selettore della modalità d'uso (ttl - manuale piena potenza,1/4 ed 1/16), il selettore zoom, il pulsante test illuminato ed il pannello di controllo (con indicazione sia in metri che in piedi della distanza ottimale di utilizzo in base alla focale, alla sensibilità della pellicola ed al diaframma impostato).

 

 

    Nella parte frontale, oltre ovviamente alla parabola flash, nella parte inferiore trova allocazione l'illuminatore supplementare per l'af che si attiva automaticamente quando non vi è sufficiente luce per un ottimale funzionamento dell'autofocus, il dispositivo è efficace se la distanza dal soggetto non supera i 5 metri.

    Sul lato  del vano batterie, subito sotto allo sportello di apertura, è presente la presa per il collegamento via cavo con altre unità flash.

    L'alimentazione è affidata a 4 batterie stilo AA che, in base ai dati forniti dalla casa produttrice, dovrebbero garantire 150 lampi. Il tempo di ricarica dopo un lampo a piena potenza è stimato tra i 3 ed i 6 secondi a seconda del tipo di batterie utilizzate.

    Le specifiche tecniche consigliano l'utilizzo con pellicole di sensibilità compresa tra i 25 ed i 400 iso.

    E' inoltre possibile utilizzare il flash off-camera tramite un apposito cavo denominato "TLA 100S".

    Le dimensioni del flash sono 70 x 108 x 95 mm. per circa 235 g. di peso (batterie escluse).

    Il flash è compatibile con tutti i corpi macchina Yashica af, Yashica mf e Contax con funzione ttl.

    Caratteristica peculiare che ho notato sui contatti flash è che ci sono solamente tre contatti sia sul Cs-250 che sul connettore Sca per il Metz dedicato alla Yashica che sul corpo macchina 300af e 270af (come è possibile vedere nelle foto seguenti).

 

(Contatti flash Cs-250)

 

(Contatti sul corpo macchina 270af)

    I contatti flash sia della 200af, sia della 230af che del piccolo flash dedicato a quest'ultimo corpo macchina, Cs-110, sono 6 (come illustrato dalla foto seguenti), non sono in grado di dire a cosa servano i contatti aggiuntivi visto che comunque i flash che ne hanno in minor numero funzionano perfettamente sia in ttl che in manuale su tutti i corpi macchina, compreso i detti 200af e 230af non perdendo alcuna opzione o funzionalità.

 

(Contatti su corpo macchina 230af)

 

(Contatti flash Cs-110)

Anche per ciò che riguarda la disposizione dei contatti flash credo che la Yashica abbia mutuato o sviluppato in comune parte del progetto con la Minolta infatti la disposizione delle connessioni sulla slitta sono molto simili come è facilmente riscontrabile nell'immagine seguente relativa ad una Minolta 7000i.

 

 

(Yashica 200 af)

 

(Minolta af 7000i)

 

(Yashica 270af)

    Da quanto è possibile vedere dalla foto precedenti, con molta probabilità (personalmente non ho mai provato non avendo un corredo Minolta) le unità flash per Yashica af potrebbero funzionare su corpi Minolta e viceversa (unità flash Minolta su corpi Yashica af) a meno che i contatti abbiano posizionamento comune ma funzioni differenti in questo caso ovviamente la compatibilità verrebbe a mancare.

 

        GLI OBIETTIVI

Venendo al parco ottiche, questo non fu mai sviluppato completamente, cosa che sicuramente contribuì a non far mai decollare le vendite del sistema rimanendo un prodotto “di nicchia”, infatti la concorrenza, che puntò sull’innovativo sistema di messa a fuoco, investì fortemente nella progettazione e conseguentemente propose sul mercato ottiche sempre più performanti e variegate; solamente la Sigma produsse alcune ottiche per Yashica af tra cui anche un interessante tele 400mm. f. 5,6, quest'ultimo è degno di nota per due motivi: innanzitutto l'ottica in questione è un obiettivo di buonissimo livello sotto ogni aspetto, inoltre la Kyocera non produsse teleobiettivi fissi per questo sistema (come risulta dalla scheda seguente) e lo zoom di maggior focale mai prodotto arriva a 300mm ma sicuramente non ha/aveva la qualità di un tele fisso per motivi direi "fisiologici", inoltre l'inesistenza di duplicatori di focale per Yashica af non permetteva un incremento di focale in nessun modo.

 

Nello schema seguente riporto gli obiettivi prodotti dalla Yashica e le principali caratteristiche.

   

Focale

 

Apertura massima

 

Apertura minima

 

Modello

 

Distanza maf min.

 

Dimensioni (D x L)

 

Peso

 

Schema ottico

 

Diametro filtri

 

24

2,8

22

AF

0,25

66 x 48.5

250

9 elementi in 8 gruppi

58

28

2,8

22

AF

0,3

66 x 40.5

200

6 elementi in 6 gruppi

49

50

1,8

22

AF

0,45

66 x 38

200

6 elementi in 4 gruppi

49

60

2,8

32

AF macro

0,23

67.5 x 68.5

360

7 elementi in 5 gruppi

58

28-70

3,5-4,5

22-27

AF zoom

0,5

........

340

11 elementi in 8 gruppi

52

28-85

3,5-4,5

22-27

AF zoom macro

0,9

75 x 87.5

550

13 elementi in 9 gruppi

62

35-70

3,3-4,5

22-32

AF zoom macro

0,33

67 x 59.5

250

8 elementi in 7 gruppi

52

35-105

3,5-4,5

22-32

AF zoom macro

1,2

74 x 80.5

490

15 elementi in 13 gruppi

58

70-210

4,5

32

AF zoom

1,5

68.5 x 129

580

12 elementi in 9 gruppi

58

70-210

4-5,6

22-32

AF zoom macro

1,2

.........

510

13 elementi in 9 gruppi

52

75-300

4,5-5,6

32-38

AF zoom macro

1,7

74 x 123

760

14 elementi in 10 gruppi

62

80-200

4-4,8

27-32

AF zoom

1,8

70 x 104

500

11 elementi in 8 gruppi

52

 

Sia del 28-70mm f. 3,5-4,5 che del 70-210 f. 4-5,6 ne furono prodotto due versioni, la seconda  denominata "af power zoom", presentata in contemporanea alla 300af, questa versione degli obiettivi risulta esteticamente molto più tozza della prima. La seconda versione di entrambe è piuttosto rara e, a mio parere, non presenta differenze qualitative degne di nota rispetto alla prima, la cosa che salta subito all'occhio è il numero di contatti elettrici presenti che risulta pari a 10 mentre in tutte le altre ottiche sono 5, come dieci sono i contatti elettrici presenti nell'ultimo modello di corpo macchina (300af per l'appunto), la funzione dei contatti aggiuntivi riguarda esclusivamente lo zoom, infatti utilizzando la seconda versione di questi obiettivi sulla 300af questi si trasformano in zoom motorizzati, cioè ruotando leggermente la ghiera un motorino interno aziona lo zoom, ruotandola in senso orario la focale aumenta mentre ruotandola in senso antiorario diminuisce. Quando la fotocamera viene spenta in automatico questi obiettivi assumono la posizione di riposo (la meno ingombrante) cioè focale minima e messa a fuoco su infinito.

 

Di seguito si può leggere una breve disamina, corredata da foto delle ottiche in mio possesso.

 

      24mm f. 2,8

    Questo obiettivo è il più "wide" (grandangolo più spinto) mai costruito per il sistema Yashica af, leggero e dalle dimensioni contenute (caratteristiche comuni a molte ottiche fisse), versatile e con un'apertura massima 2,8 adatto alla ripresa di paesaggi ed interni anche con scarsa illuminazione.

 

 

(Messa a fuoco ad infinito)

 

(messa a fuoco alla minima distanza possibile)

 

(Bocchettone)

 

    Quest'ottica sembra avere un piccolo paraluce metallico fisso incorporato a protenzione della lente frontale che ovviamente non entra nel pur ampio angolo di ripresa.

 Un'altra caratteristica interessante è rappresentata dall'indicazione sul barilotto della profondità di campo in base all'apertura di diaframma 4, 8, 11, 16 e 22, molto comodo per impostare l'iperfocale, inoltre è presente anche l'indicatore di fuoco per le riprese ad infrarossi!

    Un'ulteriore gradita caratteristica di questo obiettivo è costituita dal fatto che la lente frontale non ruota durante la messa a fuoco, caratteristica che sicuramente agevola l'uso di filtri polarizzatori, peculiarità che sicuramente sarà gradita ai "paesaggisti".

 

      28mm f. 2,8

    Questo obiettivo è il classico grandangolo "moderato", fratello maggiore del 24 f. 2,8, leggero e dalle dimensioni contenute (caratteristiche comuni a molte ottiche fisse), versatile e con un'apertura massima 2,8 adatto alla ripresa di paesaggi ed interni anche con scarsa illuminazione.

 

   

(Messa a fuoco ad infinito)

 

(messa a fuoco alla minima distanza possibile)

 

(Bocchettone)

    Dalla mia esperienza direi una buona lente, come si suol dire "senza infamia e senza lode", caratteristica interessante che accumuna questa ottica al 50mm f. 1,8 è il piccolo paraluce incorporato costituito da un cilindro in lamierino metallico che può essere estratto o meno a proprio piacimento, pur potendo sembrare una sciocchezza, a mio modo di vedere, denota un'attenzione costruttiva considerevole anche per i dettagli che non può che far piacere all'utilizzatore.

   

(Paraluce incorporato non estratto)

 

(Paraluce incorporato non estratto)

 

    Un'altra caratteristica interessante è rappresentata dall'indicazione sul barilotto della profondità di campo in base all'apertura di diaframma 4, 8, 11, 16 e 22, molto comodo per impostare l'iperfocale, inoltre è presente anche l'indicatore di fuoco per le riprese ad infrarossi!

    Un'ulteriore gradita caratteristica di questo obiettivo è costituita dal fatto che la lente frontale non ruota durante la messa a fuoco, caratteristica che sicuramente agevola l'uso di filtri polarizzatori, peculiarità che sicuramente sarà gradita ai "paesaggisti".

 

     50mm f. 1,8

    E' il classico "cinquantino" f. 1,8 che dovrebbe essere presente in ogni corredo fotografico che si rispetti. E' l'obiettivo più luminoso mai prodotto con innesto Yashica af, anche questo, come il 28 mm di cui si è parlato in precedenza, ha il paraluce incorporato, che, ad onor del vero, non è tale da scongiurare ogni possibile infiltrazione di luce o riflesso sulla lente frontale ma comunque è comodo non dovendosi portare dietro paraluce a corona o petalo come spesso accade per altre ottiche.

(Messa a fuoco ad infinito)

 

(Messa a fuoco alla minima distanza possibile)

 

(Bocchettone)

 

(Paraluce incorporato non estratto)

 

(Paraluce incorporato estratto)

    Rimanendo al paraluce "retrattile", credo che sia una "riminescenza" o uno sviluppo di un progetto in comune, come l'innesto, di ottiche Minolta, infatti come si può vedere dalla foto seguente anche questo brand aveva in catalogo un cinquantino con un dispositivo simile.

 

(Paraluce incorporato Minolta af 50mm f. 1,7)

 

    Come già detto è il classico obiettivo di focale "normale" che grazie alla sua luminosità consente riprese anche con scarsa luce, come il 28 ed il 24 mm, grazie al suo peso ed alle dimensioni contenute, fanno si che è l'obiettivo che si può sempre avere appresso trovando spazio anche nella semplice tasca dei pantaloni.

    La sua resa è buona e data la sua versatilità può essere impiegato per svariati usi dalla "street" al reportage, dal paesaggio alla macro (con l'uso di tubi di prolunga o lenti addizionali).

    Un'altra caratteristica interessante è rappresentata dall'indicazione sul barilotto della profondità di campo in base all'apertura di diaframma 4, 8, 16 e 22, molto comodo per impostare l'iperfocale, inoltre è presente anche l'indicatore di fuoco per le riprese ad infrarossi!

    Un'ulteriore gradita caratteristica di questo obiettivo è costituita dal fatto che la lente frontale non ruota durante la messa a fuoco, caratteristica che sicuramente agevola l'uso di filtri polarizzatori, peculiarità che sicuramente sarà gradita ai "paesaggisti".

 

    Direi che è il classico "tanta resa, poca spesa".

 

60mm f. 2,8 macro

Il 60 mm macro f. 2,8, credo che sia degno di un'attenzione particolare, in quanto molto probabilmente ha delle parti in comune, per non dire la maggioranza, con il blasonato Zeiss Makro Planar 60mm, (comunque ho il sospetto che componenti "Zeiss" siano stati utilizzati anche per molti altri obiettivi targati Yashica af).

 

(60mm. f. 2,8 macro)  

L'ottica permette di raggiungere un rapporto di riproduzione di 1:1 senza aggiuntivi o tubi di prolunga grazie alla elicoidale che permette un allungamento considerevole dell'obiettivo fino a raddoppiare la sua lunghezza fisica alla minima distanza di messa a fuoco, come è ben visibile dalla foto seguente.

 

(Messa a fuoco ad infinito)

 

(60mm. f. 2,8 macro alla minima distanza di messa a fuoco)

 

(Bocchettone)  

 

Personalmente considero il macro appena descritto, oltre che uno dei più rari, anche uno dei migliore sia per qualità ottica che costruttiva (insieme al 70/210 f. 4,5), la sua realizzazione è in buona parte in metallo comprese anche il barilotto e tutte le sezioni di "allungamento".

L'indicatore di profondità di campo presente sul barilotto in questo obiettivo riporta solamente i valori di diaframma f. 16 e f. 32, è sempre presente l'indicatore di fuoco per le riprese ad infrarossi).

    Anche in questo caso la lente frontale non ruota durante la messa a fuoco, caratteristica che sicuramente agevola l'uso di filtri polarizzatori.

 

 28-70mm f. 3,5-4,5

    Questo zoom standard è la prima versione con tale escursione focale, ottica di buona qualità sia costruttiva che di resa d'immagine, è dotata di una zoom dal funzionamento "a pompa", spingendo in avanti si incrementa la focale, mentre tirando la ghiera verso l'innesto ottica la focale decrementa.

 

(con messa a fuoco ad infinito alla focale minima)

 

(con messa a fuoco ad infinito alla focale massima)

 

(con messa a fuoco alla distanza minima alla focale massima)

 

 28-70mm f. 3,5-4,5 power zoom

    Questo zoom standard introdotto in contemporanea con la fotocamera 300af e con l'altro zoom 70-210 f4-5,6 power zoom macro di chi si dirà in seguito, ha sostituito la precedente omologa versione mantenendone tutte le caratteristiche di qualità ottica, anche in questo caso come in quella del 70-210, l'obiettivo è stato completamente riprogettato ed è stato istallato un motore elettrico per azionare la zoomata (che è sfruttabile solamente con la 300af per questa particolare caratteristica si rinvia alla trattazione del 70-210 power zoom), le dimensioni, soprattutto la larghezza, sono più generose rispetto al suo predecessore. La qualità ottica è buona, la costruzione è a prima vista meno curata e con l'impiego di plastiche in modo più consistente ma è solamente un'impressione in quanto, come per tutte le ottiche Yashica af, l'intero barilotto è in metallo.

    Anche in questo caso la lente frontale ruota durante la messa a fuoco, caratteristica che sicuramente non agevola l'uso di filtri polarizzatori.

 

 

(con messa a fuoco ad infinito)

 

(alla minima distanza di messa a fuoco)

 

(Innesto ottica con 10 contatti elettrici)

    Quest'ottica ed il 70-210 f. 4-5,6 power zoom macro sono gli unici obiettivi con 10 contatti elettrici in luogo dei tradizionali 5 presenti su tutte le altre lenti Yashica af, come già detto i cinque contatti aggiuntivi permettono di sfruttare lo zoom elettrico con la fotocamera 300af. Ovviamente questi obiettivi possono essere utilizzati anche con gli altri modelli di corpo macchina ma lo zoom è manuale, mentre tutti gli altri automatismi.

A mio parere l'autofocus di questi due obiettivi (i due "power zoom") è molto più veloce se si utilizza una 300af piuttosto che con gli altri modelli, presumo che i cinque contatti elettrici supplementari, oltre ad azionare come detto lo zoom, forniscano in qualche modo un'alimentazione aggiuntiva al modulo di messa a fuoco.

 

Venendo ad un confronto diretto tra le due versioni del 28-70 in questione:

 

(confronto con messa a fuoco alla minima distanza alla focale minima)

 

(confronto con messa ad infinito alla minima distanza alla focale minima)

 

(confronto con messa ad infinito alla minima distanza alla focale massima)

 

(confronto con paraluce a bicchiere)

 

(bocchettone di innesto)

 

    Come facilmente si può vedere dalla foto sopra le differenze in ordine alle dimensioni sono evidenti, anche il bocchettone di innesto ottica mostra le modifiche apportare nelle seconda versione rispetto alla prima in special modo per ciò che riguarda i contatti elettrici (i classici 5 nella prima versione, 10 nella seconda)

 

     28-85mm f. 3,5-4,5 macro

    Questo zoom standard che spazia dal grandangolo moderato al medio tele è sicuramente tra i più versatili mai prodotti per questo innesto in quanto sostituisce egregiamente il grandangolo 28mm e lo zoom 35/70 spingendosi un po' oltre dal lato tele raggiungendo 85mm di focale massima, il tutto con un diaframma alla massima apertura compreso tra 3,5 dal lato grandangolare a 4,5 dal lato tele in sostanza nemmeno una stop di differenza tra quello alla minima e quello alla massima focale! Non male direi!

 

(28-85mm. f. 3,5-4,5 macro)  

 

    Chi è abituato al pur ottimo zoom in kit 35/70mm (di cui si è parlato prima) e prende in mano questo obiettivo si accorgerà subito delle differenze: il peso è più che doppio, la lente frontale di 62mm contro i 52mm del 35/70, quasi 2 cm. in più di larghezza e quasi 3 cm. di lunghezza rispetto al fratellino sicuramente si fanno notare.

    Certamente lo schema ottico più complesso (13 lenti in 9 gruppi con le 8 lenti in 7 gruppi) nonché il maggior diametro delle componenti ottiche si fanno sentire per quanto riguarda il peso, ma anche il barilotto completamente in metallo del 28-85 (ad esclusione della ghiera dello zoom che è in materiale plastico) contribuisce da questo punto di vista.

    Pur essendo un obiettivo ben più importante per peso e dimensioni fisiche del 35-70 questo non gli impedisce di avere un af discretamente veloce a discapito delle maggiori masse che il motore deve spostare durante la focheggiatura, inoltre la minore escursione riduce notevolmente l'hunting nella messa a fuoco.

 

(28-85mm. f. 3,5-4,5 macro con messa a fuoco ad infinito)  

 

(28-85mm. f. 3,5-4,5 macro alla minima di stanza di messa a fuoco)  

 

    Caratteristica interessante di quest'ottica è la funzione "macro" attivabile per il tramite di un pulsante dedicato situato sulla ghiera dello zoom: azionando il comando è possibile far ruotare la ghiera oltre la posizione della massima focale (zona evidenziata in arancio senza riferimenti numerici) permettendo di focheggiare ad una distanza ridotta rispetto a quella minima "normale" consentendo un rapporto di riproduzione di circa 1:4 perdendo però la messa a fuoco alle lunghe distanze; l'effetto di tale funzione  è paragonabile a quella delle lenti diottriche addizionali con però una qualità molto superiore. Quando la funzione macro è attivata e l'obiettivo è impostato su infinito è possibile focheggiare ad una distanza compresa tra i 47 ed i 120cm circa, mentre quanto è impostato su 0,9mt. è possibile focheggiare ad una distanza compresa tra i 34 ed i 56 cm. circa (si rinvia alle illustrazioni del 35/105 f. 3,5/4,5 macro).

Ovviamente il tutto torna alle normali condizioni d'uso azionando nuovamente il pulsante macro e ruotando la ghiera zoom nella zona delle consuete lunghezze focali.

    Anche in questo caso la lente frontale ruota durante la messa a fuoco, caratteristica che sicuramente non agevola l'uso di filtri polarizzatori.

 

35-70 f. 3,3-4,5 macro

    Il 35-70 f. 3,3-4,5 macro è sicuramente il più diffuso obiettivo yashica af in circolazione, era l’ottica in kit sia con la 200af che con la 230af (quest’ultima a sua volta il corpo macchina che adottava il sistema af yashica più venduto). Tale diffusione non comporta automaticamente la sua scarsa qualità, come invece purtroppo ci siamo abituati con le ottiche vendute in kit con le fotocamere attuali, tutt’altro, direi che sia per l’epoca che anche oggi è una lente di buon livello che permette una discreta luminosità su tutto il range focale ad un peso molto contenuto, l’af è sufficientemente veloce e preciso, certo non è paragonabile agli attuali obiettivi con motore ultrasonico incorporato, svolge comunque il suo lavoro.

    Cosa da non sottovalutare è la riprese “macro”, forse macro è una parola esagerata direi che è un obiettivo da close up, comunque permette di focheggiare a circa 30 cm. dal soggetto raggiungendo un rapporto di riproduzione di circa 1:4, non male per un tuttofare. Nella mia esperienza personale è stato il primo obiettivo af che ho avuto e devo dire che è stato l’unico per diverso tempo e si è sempre comportato a dovere.

    La costruzione è buona anche se ci sono molte parti in plastica e, credo, policarbonato compreso il barilotto, comunque la baionetta è di solido metallo (non come qualche economicissimo obiettivo da kit attuale che ha la baionetta in plastica!!!!).

    L’ottica si allunga/accorcia durante la zoomata e la lente frontale ruota durante la messa a fuoco, il che la rende non molto adatta all’uso del polarizzatore (in questi casi è opportuno prima procedere con la focheggiatura e poi regolare il filtro).

 

(Messa a fuoco ad infinito)

 

(Messa a fuoco alla minima distanza)

 

(Bocchettone)

 

 

35/105 f. 3,5-4,5 macro

    Questo zoom standard permette di fare foto "viaggiando leggere", cioè con questo unico obiettivo si posso affrontare molte situazioni di ripresa dal grandagolo standard per i paesaggi (35mm) al medio tele non spinto (105mm) al close up grazie alla funzione macro.

 

(35-105 f.3,5-4,5 macro)

 

    L'ottica nel complesso è di buona qualità, ovviamente nei limiti di una lente non specialistica, che se la cava in ogni situazione, direi che vanta una costruzione solida e ben curata in linea con gli altri modelli, anche in questo caso la variazione della massima apertura del diaframma tra la focale minima e la massima è inferiore ad uno stop.

    Caratteristica interessante è la funzione macro azionabile con un pulsante dedicato. Il meccanismo ha il medesimo funzionamento descritto in precedenza per il 28/85 f.3,5/4,5 macro alla cui descrizione si rinvia.

 

(35-105 f.3,5-4,5 macro con messa a fuoco ad infinito)

 

(35-105 f.3,5-4,5 macro con messa alla minima distanza)

 

(35-105 f.3,5-4,5 macro pulsante per azionare la modalità macro)

 

(35-105 f.3,5-4,5 macro massima focale senza modalità macro inserita)

 

(35-105 f.3,5-4,5 macro massima focale con modalità macro inserita)

    L’ottica si allunga/accorcia durante la zoomata e la lente frontale ruota durante la messa a fuoco, il che la rende non molto adatta all’uso del polarizzatore (in questi casi è opportuno prima procedere con la focheggiatura e poi regolare il filtro).

 

70-210mm f. 4,5

    Questo è una degli obiettivi che preferisco insieme al 60mm micro, è un'ottica dalla costruzione solida che mantiene costante la sua lunghezza fisica durante tutta la zoomata, ha un'apertura di diaframma fissa su tutto il range focale, entrambi sintomi di un'attenzione particolare degli ingegneri nel progettare il suo schema ottico.

    L'intero barilotto è di solido metallo, solamente la ghiera dello zoom è in materiale plastico, ed anche la piccola ghiera della messa a fuoco.

 

(Messa a fuoco ad infinito)

 

(Messa a fuoco alla minima distanza)

 

(Bocchettone)

 

    Mi sento di dire che è uno zoom medio-tele di buona qualità generale, con una discreta luminosità, molto versatile ed utilissimo in moltissime circostanze dove il solito tuttofare 35/70 mm., o similari, non riesce ad "arrivare", certo non si può pretendere di fare caccia fotografica agli uccelli con questo obiettivo in quanto risulterebbe troppo "corto", ed anche troppo "lento". Proprio in merito a quest'ultimo aspetto mi corre l'obbligo di rendere noto che la grande pecca di questa lente, a mio avviso, è la lentezza dell'af: pur essendo preciso e pur considerando che si sta trattando di sistemi di messa a fuoco automatica non ad ultrasuoni e quindi azionati mediante presa di forza sul corpo macchina, l'hunting dell'obiettivo quando "perde" il fuoco sul soggetto è eccessivamente lento.

    Rimanendo ai difetti, anche in questo obiettivo, la lente frontale ruota durante la messa a fuoco, cosa che non rende particolarmente agevole l'uso di filtri polarizzatori.

 

70-210mm f. 4-5,6 macro

    Questo obiettivo, pur sembrando dalla caratteristiche tecniche molto simile al precedente 70-210 f.4,5 è sostanzialmente diverso, è un progetto assolutamente nuovo con dimensioni più compatte, dove lo zoom si aziona non ruotando la ghiera ma spingendola in avanti o tirandola indietro (a mo' di pompa, come si vedrà più avanti quanto verranno mostrate le differenze dimensionali), la lunghezza dell'obiettivo conseguentemente varia considerevolmente, la luminosità non è costante tra la focale minima e massima ma c'è uno stop pieno di differenza in apertura massima di diaframma.

 

(70-210 f. 4-5,6 macro)

 

(Messa a fuoco ad infinito)

 

(Messa a fuoco alla minima distanza)

 

    La qualità nel complesso è buona, la compattezza dell'obiettivo ne fa un compagno ideale per uscite "leggere" senza rinunciare alla possibilità di fotografare con un tele. La funzione macro è più una funzione da "close up" cioè da riprese ravvicinate più che da macro vero e proprio ma permette di avvicinare soggetti spesso poco confidenti grazie alla focale di 210mm.

    Anche in questo obiettivo, la lente frontale ruota durante la messa a fuoco, cosa che non rende particolarmente agevole l'uso di filtri polarizzatori.

 

70-210mm f. 4-5,6 power zoom macro

    Questo obiettivo, come anticipato, è la seconda versione dello zoom appena descritto, pur mantenendo le stesse caratteristiche ottiche è stato interamente riprogettato: le sue dimensioni sono ben più generose del primo modello in quanto è stato incorporato nel "barilotto" il motore dello zoom che, come detto in precedenza, è sfruttabile solamente su corpo macchina 300af, comunque l'obiettivo può essere utilizzato su tutti i corpi Yashica af zoomando in manuale ma mantenendo tutti gli altri automatismi.

Lo zoom viene azionato ruotando la ghiera mentre nel modello precedente veniva azionato a pompa, anche in questo caso la lunghezza dell'obiettivo varia considerevolmente, le altre caratteristiche come anche la qualità delle immagini restituite sono identiche.

(70-210 f. 4-5,6 power zoom)

 

(Messa a fuoco alla minima distanza)

 

(Messa a fuoco alla minima distanza)

 

(Contatti elettrici 70/210 power zoom)

    Come anticipato questo obiettivo ha 10 contatti elettrici, 5 sono i consueti contatti che si trovano su tutti gli af Yashica gli ulteriori 5 che si posso sfruttare, ripeto, solamente con la 300af sono dedicati allo zoom elettrico.

    Dalle immagine appena mostrate si può notare che l'aspetto dell'obiettivo è molto più tozzo e all'apparenza la costruzione sembra più scadente data la maggior presenza di materie plastiche ma questa è solo un'impressione in quanto il barilotto è interamente in metallo come nella prima versione.

Inoltre è sparita la finestrella con la distanza di messa a fuoco tipica di tutti gli obiettivi Yashica af ed è stata sostituita con una scala graduata sulla ghiera della messa a fuoco, il tutto per dare un taglio netto con il design pre 300af infatti il nuovo "stile" è in linea con quello del nuovo corpo.

    Ultima caratteristica degna di nota è costituita dal fatto che la lente frontale ruota durante la zoomata il che non permette un più agevole utilizzo di filtri polarizzatori cosa certamente non gradita dai fotografi paesaggisti.

 

    Mi corre l'obbligo, a questo punto, di mostrare le differenze "dimensionali" e di "ingombro" delle varie versioni del 70-210 che si sono susseguite nel tempo sia alla focale minima (70mm) che alla focale massima (210mm).

 

(i tre zoom alla focale minima di 70mm)

 

(i tre zoom alla focale massima di 210mm)

 

    A prima vista è immediato notare la differenza di lunghezza fisica dei tre obiettivi a 70mm di focale a vantaggio delle due nuove versioni, la cosa cambia leggermente alla focale massima dove le differenze sono piuttosto contenute per non dire praticamente nulle se prende in considerazione le due versioni agli estremi opposti della foto.

A livello di larghezza i primi due sulla sinistra non presentano sensibili differenze, cosa che non si può dire del "power zoom", chiaramente la causa di ciò è sicuramente imputabile al motore dello zoom incorporato caratteristica che certamente ne ha fatto lievitare la larghezza.

 

75-300mm f. 4,5-5,6 macro

    Questo obiettivo è lo zoom e la lente più "lungo" ma prodotto dalla Kyocera per il sistema Yashica af, è uno zoom di buona qualità con una buona escursione focale, piuttosto compatto e con una luminosità massima buona, con un differenziale tra quella alla minima e quella alla massima focale inferiore ad un stop.

 

 

(con messa a fuoco ad infinito)

 

(con messa a fuoco alla minima distanza possibile)

 

(alla massima focale)

   L’ottica si allunga/accorcia durante la zoomata e la lente frontale ruota durante la messa a fuoco, il che la rende non molto adatta all’uso del polarizzatore (in questi casi è opportuno prima procedere con la focheggiatura e poi regolare il filtro).

Come si evince dalla foto che precede, anche in questo obiettivo lo zoom non viene azionato ruotando la ghiera apposita ma "a pompa" cioè spingendo la ghiera in avanti per incrementare la focale e tirando indietro per ridurla.

 

80-200mm f. 4-4,8

    Questo teleobiettivo, dall'escursione focale molto simile ai 70-210 di cui sopra, ha un'apertura di diaframma a mio avviso un po' anomala, infatti passa da un'apertura massima di f. 4 alla focale di 80mm ad un'apertura di f. 4,8 alla focale di 200mm., da considerarsi quasi ad apertura constante su tutto il suo range. Anche questo zoom ha un funzionamento "a pompa", cioè per incrementare la focale si deve spingere in avanti il barilotto e per ridurla lo si deve tirare verso l'innesto dell'ottica, conseguentemente la lunghezza fisica dell'ottica varia sensibilmente. La qualità dell'obiettivo è buona, l'af, come negli altri zoom della categoria, non è fulmineo ma accettabile comunque. L'unica pecca che ho potuto riscontrare è la distanza minima di messa a fuoco che è di quasi due metri (1,80 per essere esatti), direi un po' eccessiva soprattutto alle focali minori.

 

 

(con messa a fuoco ad infinito)

 

(con messa a fuoco alla minima distanza possibile)

 

(alla massima focale)

 

(Innesto ottica)

 

BROCHURE, LIBRETTI ISTRUZIONI E ALTRO MATERIALE

YASHICA AF 

 

    In questa parte della "Yashica af story" ho raccolto tutto il materiale aggiuntivo riguardante il sistema Yashica af, che va dalle istruzioni dei corpi macchina e degli obiettivi allegati alle rispettive confezioni sino alle brochure, il tutto è stato da me digitalizzato al fine di poterlo inserire.

    Sono a conoscenza che ci sono siti in cui è possibile trovare i libretti di istruzione (dei corpi macchina in particolare) ma spesse volte, se non sempre questo materiale è in lingua inglese, francese o tedesca, la versione da me linkata è, ove possibile in quanto esistente, in lingua italiana (tranne per ciò che riguarda i libretti di istruzione degli obiettivi in quanto ritengo non ce ne sia una versione in italiano).

    Invito chi legge a consultare la brochure della Yashica 230af in quanto piuttosto rara, completamente in italiano ed introduttiva all'intero sistema, infatti credo che sia stata realizzata per il debutto della macchina in oggetto che è coinciso con la presentazione dell'interso sistema af e quindi riporta informazioni e nozioni oltre che sulla 230af anche sugli obiettivi prodotti al lancio.

 

Oggetto

File

Libretto istruzioni: obiettivi 28/70mm f. 3,5/4,5 - 70/210mm macro f. 4/5,6 - 75/300mm macro f. 4/5,6

 

Libretto istruzioni: obiettivi 28mm f. 2,8 - 50mm f. 1,8

 

Libretto istruzioni: obiettivi 28/85mm f. 3,5/4,5 macro - 35/70mm f. 3,5/4,5 macro - 70/210mm f. 4,5

 

Libretto istruzioni: obiettivi 28/85mm f. 3,5/4,5 macro - 35/70mm f. 3,5/4,5 macro -35/105mm f. 3,5/4,5 macro - 70/210mm f. 4,5 - 75/300mm macro f. 4/5,6 - 80/200mm f. 4/4,8

 

Libretto istruzioni: obiettivi 24mm f. 2,8 - 28mm f. 2,8 - 50mm f. 1,8 - 60mm f. 2,8 macro

 

Libretto istruzioni: tubo per macrofotografia Yashica MA-8.5

 

Brochure Yashica 230af
Libretto istruzioni: Sca 381/2 AF  serie 300 (per flash a torcia Metz)

 

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Questa a grandi linee è la storia, in vero non troppo felice, del sistema “Yashica af”, se qualcuno volesse integrare questa trattazione mi contatti pure e sarò ben felice di farlo, nella speranza che questa sezione del sito sia una sorta di “work in progress” per far “luce su una pagina piuttosto buia della fotografia” passata in sordina nel mondo della pellicola.

 

Grazie a tutti coloro che sono passati di qua e che hanno lasciato o lasceranno un commento a ciò che hanno letto!

 

Buona luce a tutti.

 

 

 

P.S.: Avrei intenzione di implementare questo lavoro con "materiale aggiuntivo" come scansioni di altri libretti di istruzione, brochure e/o foto di accessori di cui non sono in possesso, questi ultime in quanto non posso pubblicare le foto che si trovano sulla “rete” in quanto violerei il “diritto di autore” di chi le ha realizzate, se qualcuno volesse/potesse inviarmi delle proprie foto sull’argomento sarò ben lieto di inserirle nel presente articolo.