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Sigma 400 mm f. 5,6 af.d Apo Macro

VS.

Nikkor 70-200 f. 2,8 afs g Vr II + Teleconverter Nikkor TC2 III

e

Sigma 70-200 f. 2,8 Hsm II macro + Teleconverter Sigma 2x

 

 

    Come è risaputo dai più la resa ottica di un obiettivo fisso è sempre superiore a quella di uno zoom di pari focale nelle medesime condizioni d'uso.

    Partendo da questo assioma mi sono chiesto se il blasonatissimo Nikkor 70-200mm f. 2,8 G ed Vr II sarebbe stato in grado di sfatare quanto appena detto confrontandolo con l'ormai datato "buon vecchio" Sigma 400mm f. 5,6 af.d apo macro. Ovviamente per poter procedere ad un confronto ad armi pari, almeno per quanto riguarda la focale, ho effettuato il confronto utilizzando con il nikkor il moltiplicatore di focale Nikkor Tc 2 III che ha trasformato il 70-200 f.2,8 in un (almeno nominale) 140-400 f.5,6. A completamento del confronto ho aggiunto il 70-200 f. 2,8 macro HsmII Sigma moltiplicato con il Teleconverter Sigma

 

 

INTRODUZIONE

 

Cominciamo dalle caratteristiche tecniche:

 

 

 

Sigma af.d 400mm f.5,6 apo macro

Nikkor 70-200 mm f.2,8 Vr II

Sigma 70-200 mm f.2,8 hsm II

Focale

400 mm.

70-200 mm.

70-200 mm.

Costruzione

10 lenti in 7 gruppi (di cui 2 apocromatiche)

21 lenti in16 gruppi (di cui 7 lenti a bassa dispersione in vetro ED, trattamento ai nanocristalli)

18 lenti in 15 gruppi (di cui 2 lenti a bassa dispersione e 3 a bassissima dispersione)

Angolo di campo

12,2° circa

34,2° - 12,2°

34,3° – 12,3°

Rapporto Macro

1:3

0.12x (1:8,3)

0.28x (1:3,5)

Diaframma max.

f. 5,6

f. 2,8

f. 2,8

Diaframma min.

f. 32

f. 22

f. 22

Stabilizzazione

Assente

Si

Assente

Autofocus

Sfrutta il motore del corpo macchina

Motore ultrasonico

Motore ultrasonico

Minima dist. di messa a fuoco

1,6 mt.

1,4 mt.

1 mt.

N. lamelle del diaframma

9

9 (arrotondate)

9

Dimensioni

91 x 256 mm.

87 x 205,5 mm.

86,6 x 184,4 mm.

Diametro filtri

77 mm.

77 mm.

77 mm.

Peso

1.400/1450 g.

1.540 g.

1.345 g.

Tropicalizzazione

Assente

Si

Assente

Collare treppiede

Presente (rimovibile completamente)

Presente (con piede rimovibile)

Presente (rimovibile completamente)

Paraluce

A calice incorporato

A petalo

A petalo

Anno di lancio sul mercato

-

2009

2007

  

Tutti e tre gli obiettivi sono “internal focus”, cioè la lunghezza fisica degli obiettivi non varia al variare della distanza di messa a fuoco, inoltre (per ciò che riguarda gli zoom) la stessa rimane costante ad ogni lunghezza focale impostata.

 

La lente frontale, sia dei sigma che del nikkor, non ruota durante la messa a fuoco o durante la zoomata permettendo un agevole utilizzo dei filtri soprattutto del polarizzatore circolare.

 

Il test si concentrerà sull'effettiva resa alla breve distanza alle varie aperture di diaframma dalla maggiore (f. 5,6) fino ad f. 16.

 

Prima di iniziare un paio di note tecniche: tutti gli scatti sono stati effettuati utilizzando la macchina fissata su cavalletto Manfrotto 055XDB con testa Manfrotto 488rc2, per essere più precisi fissando  gli obiettivi tramite il loro collare per dare una maggiore stabilità al tutto. Gli scatti sono effettuati in modalità “A” priorità di diaframma, alzo anticipato dello specchio e con l'utilizzo di scatto a distanza per minimizzare al massimo le vibrazioni.

 Ricordo a chi legge, che, come sottolineato anche nell'altro test che ha interessato il Sigma 400mm, l'esemplare oggetto del test è affetto da back focus (come purtroppo molte lenti Sigma (soprattutto per Canon a dire il vero) dovuto ai non ottimi controlli di qualità a cui la casa madre sottopone i suoi prodotti!!!!!) che sono riuscito a compensare del tutto, o quasi, apportando una taratura specifica del modulo af della mia nikon d300 appositamente per questo obiettivo.

 

TEST

 Dopo la doverosa premessa passiamo ora al vero e proprio confronto: qui di seguito si possono trovare gli scatti utilizzati per la comparazione, prima l’intero fotogramma (ridimensionato alla pagina) per dare un’idea precisa dei soggetti ripresi ed a seguire i crop al 100% del medesimo soggetto ripreso impostando il diaframma a f. 5,6 –f. 8 – f. 11 e f. 16, nell’ordine, affinché si possa valutare le differenze qualitative (legenda: per una più facile lettura i file crop sono stati rinominati mediante sigle, ad esempio "200x2-80n" evidenzia che lo scatto è stato effettuato con il nikon ("n") moltiplicato ad apertura f.8, mentre il file "200x2-80s" rappresenta lo scatto eseguito con lo zoom Sigma moltiplicato ad apertura f.8; ovviamente, seguendo lo stesso principio i file rinominati con la sigla 400 iniziale sta ad indicare scatti ripresi con il 400mm fisso).

 

 

Come è noto il Nikkor ha una focale reale alle medio brevi distanze assai inferiore a quella nominale, problema non presente nello zoom sigma, ragione per la quale ho provveduto a ridimensionare i crop dei due sigma al 75% della loro dimensioni reali al fine di comparare immagini di dimensioni pressappoco uguali.

Questi sono i risultati al centro ed ai bordi dei fotogrammi:

 

clikkare qui per i crop del centro

 

clikkare qui per i crop dei bordi

 

Per verificare se il ridimensionamento ha inficiato o meno il confronto, con lo stesso principio ha provveduto a confrontare i crop al centro al 100% per i due sigma ed al 135% quelli degli scatti con il Nikkor.

 

Clikkare qui per visualizzare i crop.

 

Come risulta evidente da quanto appena mostrato la resa qualitativa in termini di definizione, nitidezza e contrasto è ad appannaggio del 400 a dispetto dei moderni zoom moltiplicati, questo infatti, pur avendo i suoi (ormai numerosi) anni sulle spalle, risulta otticamente ben superiore agli zoom moderni più o meno costosi moltiplicati. Il risultato non sembra inficiato dal ridimensionamento dei ritagli necessari per il confronto a pari ingrandimento.

Nello specifico lo zoom sigma moltiplicato risulta piuttosto "morbido" e con un basso dettaglio a tutte le aperture, con un fisiologico miglioramento man mano che si chiude il diaframma, è presente una aberrazione cromatica piuttosto importante ben visibile nei passaggi tra le parti scure e le parti chiare del soggetto ripreso.

Lo zoom Nikkor moltiplicato, rispetto allo zoom sigma, da risultati ben più definiti e dettagliati ad ogni apertura, già a diaframma 5,6 risulta superiore in confronto al sigma chiuso a f. 16, comunque non paragonali a quelli del fisso. Come anticipato il 400 è di gran lunga superiore a livello di qualità di immagine restituita rispetto ad entrambi gli zoom moltiplicati oggetto di questo test.

Il risultato potrebbe sembrare prevedibile ma, a mio avviso, non scontato vista la differenza tecnologica e produttiva che dividono gli zoom di oggi dal vecchio fisso. Gli schemi ottici assai complessi e sofisticati degli zoom che comprendono 18 lenti (il sigma) e 21 lenti (il nikkor) rispetto alle 10 lenti del fisso danno a quest'ultimo un vantaggio tale da renderlo preferibile agli zoom in termini di qualità di immagine restituita.

Certamente il Vr del Nikkor e l'af ad ultrasuoni dei due zoom sono caratteristiche importanti e danno loro un valore aggiunto rispetto al 400 che non può beneficiare di tali innovazioni tecnologiche (eccezion fatta per la versione hsm esclusivamente per Canon) poi sta al fotografo sapere se preferisce avere una maggiore qualità di immagine rinunciando alle comodità di uno zoom o all'af ad ultrasuoni o viceversa.

 

Spero che il mio lavoro sia gradito e di aiuto a chi sta valutando un acquisto in tale ambito magari pensando, erroneamente, che comunque un moderno zoom anche moltiplicato restituirà immagine con una qualità superiore rispetto ad un fisso "vecchiotto".

 

Alla prossima e Buona Luce a Tutti!!!!

 

P.S.: chi fosse interessato ad un confronto tra il 400mm e lo zoom Sigma moltiplicato sulle medie e lunghe distanze lo invito a visitare lo specifico test consultabile su un'altra pagina di questo sito.