COME MODIFICARE UNA "TESTA" MANFROTTO IN UNA TIPO "ARCA SWISS"

 

 

Chi si avvicina alla fotografia oggi è indotto a pensare che i moderni obiettivi dotati di stabilizzatore ottico (declinato con le varie sigle dai vari produttori “Vr” per Nikon, “Os” per Sigma, “Vc” per Tamron, “Is” per Canon, ecc…..), o addirittura le macchine fotografiche con stabilizzatore di immagine interno, permettano a tutti di fare a meno del più o meno pesante e più o meno ingombrante “cavalletto” o “trepiedi”, che dir si voglia!!!!

Direi “pessima idea” e soprattutto “pessima convinzione”!!!

Senza dubbio questi dispositivi di stabilizzazione aiutano ma non sono la “panacea” del “mosso”.

La maggior parte di chi legge i miei lavori, e che poi ha avuto occasione di contattarmi via mail, non è neofita della fotografia, ma il dubbio può venire a tutti.

In verità l’idea che il cavalletto sia un accessorio inutile serpeggiava e serpeggia tra chi si avvicinava alla fotografia un po’ da sempre credo.

Personalmente ho sempre ritenuto questo accessorio utile sin da quando iniziai ad interessarmi di fotografia da ragazzino, il mio primissimo cavalletto fu uno scarsissimo esemplare sottomarca che acquistai in un supermercato dove i miei facevano la spesa, avevo una decina di anni, lo pagai pochissimo, tipo 15.000 lire, ma mi fece capire la sua importanza, all’epoca scattavo con la Yashica 230af con il zoom macro in dotazione, che poi veramente macro non era, ma permetteva dei discreti “close up”, ma questa è un’altra storia!!!

E’ pur vero che in certe condizioni di ripresa il suo utilizzo possa essere superfluo ed inutile, ma, per ogni tipo di fotografia, in condizioni più critiche è indispensabile, ad esempio: fotografia macro dove la perfetta maf è d’obbligo e la profondità di campo è di pochi millimetri, nella fotografia naturalistica di paesaggio con lunghe esposizioni oppure di caccia fotografica per l’utilizzo in maniera efficiente dei teleobiettivi dove il minimo movimento della fotocamera viene amplificato dalla lunghezza focale, per non parlare della fotografia astronomica dove il tempo di posa supera, spesso abbondantemente, i 10 secondi per arrivare a minuti o addirittura ad ore, la fotografia sportiva dove, come per caccia fotografica, i pesi delle attrezzature sono importanti e la stabilità è fondamentale, ecc………….

In definitiva, qualsiasi tipo di fotografia pratichiate, il cavalletto ha il suo perché…………..

Il contributo di oggi è una sorta di informativa tecnica per l’ottimizzazione della stabilità della propria attrezzatura su cavalletto.

Tralasciando le disquisizioni tecniche sul materiale di costruzione del cavalletto (legno, alluminio o carbonio) e della tipologia di teste (a due vie, a tre vie, a cremagliera, a sfera centrale, a sfera decentrata o gimbal), caratteristica fondamentale dell’accoppiata cavalletto/testa è la sua portata massima in kg, ovviamente il valore di riferimento è il minore tra la portata massima del cavalletto e quella della testa.

Tralasciando le “cineserie” con dichiarazioni di tenuta massima, secondo me, tutte da dimostrare, personalmente credo che un ottimo compromesso tra prestazioni e prezzo sia la produzione dell’italiana Manfrotto, possiedo un “serie 055” in alluminio da oltre 10 anni e è stato sempre un fedele compagno di avventure.

Potendoselo permettere, la “Ferrari” dei cavalletti è la produzione Gitzo, treppiedi leggerissimi e con portate massime veramente insuperabili, ma il costo è importante e non alla portata di tutti.

Tornando a Manfrotto, la “serie 055” e la “serie 190” sono certamente le più diffuse e le più popolari per quanto detto sopra, per quanto riguarda le teste, le Manfrotto con piastra rapida “RC02”, la fanno da padrone rispetto alle altre piastre a sgancio rapido in quanto più economiche e con dimensioni più contenute, purtroppo però la stabilità di queste piastre non è il massimo, per usare un eufemismo, e qui si innesta questo lavoro: come possiamo migliorare la stabilità di queste ottime accoppiate?!?!?

Veniamo quindi all’argomento di questo articolo, diversi amici, che hanno la bontà di leggere i miei lavori su questo mio sito, mi hanno chiesto come fare per migliorare la stabilità senza sostituire la testa con una costosa Gitzo e senza spendere un patrimonio.

Questa era una domanda che anni fa mi feci anche io, avevo pensato anche di prendermi una Gitzo, ma anche quelle di fascia bassa hanno la piastra a sgancio rapido che costa 50-60 euro l’una, tra l’altro, a mia conoscenza esistono solo le originali, e quindi improponibile acquistare molte piastre, ammenoché si decida di svitare ogni volta la piastra dalla macchina/obiettivo per avvitarla su un altro obiettivo/macchina, direi scomodissimo!!!!!

Sono passati degli anni, nel frattempo ho fatto ricerche, mi sono documentato ed ho fatto prove, la mia risposta ora è tanto semplice quanto efficace ed efficiente, ma necessità di alcune precisazioni ed accortezze tecniche: basta sostituire la piastra della nostra amata testa Manfrotto con una del tipo “Arca Swiss”, ormai diventata lo standard, tra l’altro prodotta anche da società minori a costi piuttosto contenuti.

Questo accorgimento permette di mantenere la vostra bella testa Manfrotto con tutte le sue funzioni di frizione, bolla ecc…………..sostituendo solamente la parte superiore dove agganciare la macchina o l’obiettivo.

In verità ci sono piastre da testa di diverse misure e dimensioni (da 5 cm in su, credo sino a 10 cm) con prezzi che vanno dai 35 ai 100 euro circa, come ci sono diverse piastre a sgancio rapido di diverse dimensioni (da 5 cm in su, credo sino a 15 cm) con prezzi da pochi euro a 10/15 euro ciascuna.

Personalmente prima usavo questo tipo di attacco (tipo “Arca Swiss”) solamente su testa gimbal per i lunghi tele, poi ha deciso di adottarla per tutte le mie teste da cavalletto.

Se adesso vi ho invogliato/incuriosito veniamo alla parte più tecnica, quanto di seguito vale solamente per le teste Manfrotto prodotte negli ultimi dieci anni circa, comunque invito a chi volesse cimentarsi di verificare se la testa che possiede ha le caratteristiche mostrate qui di seguito.

 

 

La cosa fondamentale è che la vs. testa abbia la vite di sblocco centrale e, soprattutto, la conformazione del sostegno alla piastra come evidenziato di seguito.

 

(particolare vite centrale)

 

(particolare connessione piastra alla testa)

 

(connettore una volta rimossa la piastra)

 

 

Se così non fosse la modifica non funzionerà.

Ad esempio se il supporto non ha la scanalatura come sopra illustrato potreste agganciare la nuova piastra tipo “Arca” su una superficie liscia ed alla prima sollecitazione laterale la vite centrale perderebbe la presa facendo ruotare in maniera incontrollata tutto ciò che sta sopra.

Oppure, se non avete la vite centrale come negli esempi di seguito

(vecchia piastra Manfrotto senza vite centrale)

 

 

(connettore piastra Gitzo)

 

Se la tua “testa” ha le caratteristiche suddette puoi continuare………….

Il vero “barbatrucco” non è montare la nuova piastra Arca sul supporto una volta tolta la piastra per RC02 utilizzando la vite originale, questo è semplice e sarebbe un insulto all’intelligenza di chiunque, ma nell’acquistare per poco più di dieci euro “questo strano” oggetto

 

(connettore vista lato inferiore)

 

(connettore vista lato superiore)

 

(connettore vista laterale)

 

Questo “coso” insignificante di circa 2cm di diametro è VITALE, senza di lui la piastra si sviterebbe, come dicevo in precedenza, alla prima sollecitazione torsionale, anche modesta.

L’utilizzo di questo componente aggiuntivo permette di bloccare in sede, una volta avvitata ovviamente, la nuova piastra attraverso l’apposita scanalatura inferiore (che combacia perfettamente con quella presente nel supporto della testa Manfrotto) e attraverso l’apposta scanalatura superiore di minori dimensioni (che combacia perfettamente con la scanalatura sul fondo della nuova piastra tipo Arca Swiss).

 

(scanalature piastra Manfrotto originale)

 

(scanalature piastra sostitutiva tipo "Arca Swiss")

 

Questo piccolissimo e insignificante componete fa la differenza, direi differenza SOSTANZIALE, tra una testa perfettamente funzionante ed una praticamente inutilizzabile!!!

Fatta la modifica, in verità piuttosto semplice se avete seguito le istruzioni ed avete acquistato tutto il necessario, vi accorgerete che il tremolio della vecchia piastra RC02 sarà solo un ricordo e la vostra testa sarà di gran lunga più stabile e solida.

 

(Nuova piastra tipo "Arca Swiss" - vista superiore e laterale)

 

 

(Nuova piastra tipo "Arca Swiss" - vista dal bassoe e laterale)

 

 

Personalmente sconsiglio di utilizzare la nuova configurazione (comunque teste a sfera se non quelle Gitzo della serie 3, 4 o 5) con carichi superiori a 5kg, ma credo che questo non sia un problema dato che difficilmente si arriva a questi pesi con attrezzature “normali”, per carichi superiori (quindi parliamo giocoforza di lunghi teleobiettivi) è consigliabile affidardi a teste a bilanciere.

Le teste a bilanciere sono tutta un’altra storia ed un’altra concezione, a differenza di tutti gli altri tipi di testa in cui il peso è spesso sproporzionato avanti o indietro e la tensione si ripercuote sulla piastra (di qualsiasi tipo essa sia), quelle gimbal permette di bilanciare pesi importanti e gestire l’attrezzatura con un dito, ma sono molto specialistiche e un po’ più macchinose da utilizzare, comunque se qualcuno vuole informazioni su queste teste o altre informazioni sulla modifica descritta in questo articolo, mi contatti pure, sarò lieto di aiutarlo se posso!!!

Ultimo appunto sulle teste a bilanciere, consiglio di evitare quelle con costruzione in alluminio a “braccio” cavo, sono sì più leggere ma molto meno resistenti alle sollecitazioni del peso, ce ne sono costruite in fibra di carbonio (leggere ma molto costose) o in metallo pieno (più pesanti rispetto a quelle in carbonio ma decisamente meno costose, nell’ordine di oltre la metà).

Altro vantaggio non trascurabile dell’utilizzo del sistema tipo “Arca Swiss” è quello che diversi produttori di accessori fotografici hanno progettato, realizzato e messo in commercio staffe per treppiedi da sostituire a quelle originali con “incorporato” lo sgancio tipo Arca, quindi senza necessità di piastre aggiuntive da avvitare alla staffa, caratteristica a tutto vantaggio della leggerezza e della stabilità. Personalmente possiedo questo tipo di staffe specifiche per il Nikkor Af.s 300mm D f. 4,00 (utilizzabile anche con il vecchio Nikkor af.s 80/400 f. 4,5-5,6 D vr), per il Nikkor Af.s 80/400mm f. 4,5-5,6 G Ed Vr e per il Nikkor af.s 300mm f. 4,0 E PF Vr (utilizzabile anche con il Nikkor af.s 70-200mm f. 4,0 Vr) dove il “piede” è incorporato con il “collare”

 

(staffa sostitutiva per il Nikkor af.s 300mm D f. 4,0)

 

(vecchio Nikkor af.s 300mm f. 4,0 su cavalletto)

 

Inoltre recentemente ho preso anche il “piede” per il Nikkor af.s 70-200mm f. 2,8 Vr FL che utilizzo anche con il Nikkor af.s 500mm f. 5,6 E PF ED Vr essendo identici (come d’altronde lo sono anche gli originali!!!)

 

("piede"sostitutivo per il Nikkor af.s 500mm f. 5,6 su cavalletto)

 

Spero anche questa volta di essere stato utile per ottimizzare la vostra attrezzatura senza spendere un patrimonio.

 

Commenti e critiche sempre graditi.

 

Buona luce a tutti!!!

 

Finito di elaborare a maggio 2021