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Nikkor AF-S 300mm. f. 4 D ED

vs.

Nikkor AF-S 300mm. f. 4 E PF ED VR

 

 

Questo confronto è dedicato a tutti i nikonisti che vorrebbero prendersi un’ottica “tele” luminosa senza svuotare il conto corrente bancario e senza rinunciare alla qualità, cosa c’è di meglio dell’ormai classico 300mm fisso f. 4?!?!?  Il giusto compromesso tra qualità ottica, peso e maneggevolezza.

Considerando anche che ormai da un po’ di tempo è stata presentata sul mercato la nuova versione con stabilizzatore ottico, e lenti “Fresnel” ed un autofocus ad ultrasuoni migliorato, la vecchia versione non stabilizzata è ovviamente scesa di prezzo e quindi può essere più facilmente acquistabile usata anche dai fotoamatori, potrebbe essere un’occasione da non perdere!!!

Molti si chiederanno “ma che cosa è migliorato a livello ottico e di immagine restituita nella nuova versione rispetto alla precedente?”

Questo mio modesto articolo cercherà di rispondere a questa domanda.

Per chi ha già avuto occasione di leggere altri miei precedenti articoli sa benissimo che qui non troverà curve mtf, test da laboratorio o cose di questo tipo ma solamente un test “sul campo”, non sono un tecnico e quelle cose le lascio a loro!

Venendo alle premesse tecniche il confronto è stato eseguito utilizzando una Nikon D4 su cavalletto Manfrotto O55, testa a sfera in magnesio Manfrotto MH054M0-Q2, alzo anticipato dello specchio (per ridurre le vibrazioni) e scatto remoto.

Oggetto di confronto, come ormai appare evidente, sono;

- il professionale Nikkor AF-S 300mm. f. 4 D ED  (vecchia versione – prodotto dal 2000)

- il professionale Nikkor AF-S 300mm. f. 4 E PF ED VR  (nuova versione – in produzione dal 2015)

 

 

 Il risultato di questo test casereccio potrebbe risultare di scontato appannaggio della nuova versione, ma, come vedrete, ci saranno delle sorprese. 

Cercherò, per quanto mi è possibile di fornire il maggior numero di informazioni e dati utili a chi sta leggendo!!

 Alcuni dati tecnici:

 

Nikkor AF-S 300mm. f. 4 D ED  

Nikkor AF-S 300mm. f. 4 E PF ED VR  

Focale

300 mm.

300 mm.

Costruzione

10 lenti in 6 gruppi  

16 lenti in 10 gruppi

Rapporto Macro

0,25 x

0,20 x

Diaframma max.

f. 4

f. 4

Diaframma min.

f. 32

f. 32

Autofocus

Motore ultrasonico

Motore ultrasonico

Minima dist. di messa a fuoco

1,45 mt.

1,40 mt.

N. lamelle del diaframma

9

9

Stabilizzazione

No

Si

Dimensioni

90 x 223 mm.

89 x 148 mm.

Diametro filtri

77 mm.

77 mm.

Tropicalizzazione

No

Si

Anello treppiede

Si (incorporato)

No (acquistabile a parte)

Peso

1.440 g.

755 g.

Paraluce

Incorporato in plastica

in plastica

 Come avete avuto appena letto nella tabella con i dati tecnici le due ottiche a confronto hanno molto in comune ma anche diverse peculiarità ad iniziare dalla struttura interamente in metallo nel vecchio con paraluce incorporato, mentre nella nuova versione il paraluce si innesta su un apposito alloggiamento in materiale plastico e nello stesso materiale è realizzata la filettatura portafiltri; le dimensioni ed il peso sono di gran lunga inferiori nella nuova versione pur avendo un numero di lenti maggiore ed avendo lo stabilizzatore di immagine, questo grazie sia all’utilizzo di lenti Fresnel che al policarbonato utilizzato per il barilotto. Queste ultime caratteristiche ne fa sicuramente un obiettivo destinato a chi vuole una certa lunghezza focale ed un peso contenuto per il trasporto magari nelle escursioni in montagna.

Entrambe le ottiche sono compatibili con i moltiplicatori che permettono di raggiungere una lunghezza focale di 600mm f. 8 con l’utilizzo del Teleconverter 2x. 

Cosa importante da dire è che la nuova versione ha il diaframma elettronico quindi se si possiede una macchina piuttosto datata è opportuno accertarsi della compatibilità con tale caratteristica dell’obiettivo.

Di seguito, per completezza, si può vedere lo schema ottico di entrambi gli obiettivi:

 

(Vecchio modello)

 

(Nuovo modello)

 

La lente colorate in verde nello schema indica che si tratta di una lente di Fresnel.

Inoltre sia il vecchio che il nuovo modello sono ottiche "if" cioè internal focus, quindi non si allungano durante la messa a fuoco ne la lente frontale ruota a tutto vantaggio dell'utilizzo di polarizzatori.

Venendo ora alla "prova sul campo".

Partiamo dal principio, questa è l'area "full frame" oggetto del test, il confronto è stato eseguito impostando diverse aperture di diaframma a 300mm, a 420 mm. (con utilizzo del Teleconverter 1,4x seconda versione) e a 600 mm. (con utilizzo del Teleconverter 2,0x terza versione).

 

(300 mm.)

 

 

(420 mm.)

 

 

(600 mm.)

Per un confronto il più attendibile possibile ho fotografato la medesima scena a tutte le aperture con entrambi gli obiettivi, ho poi provveduto ad estrapolare i crop del centro, dei bordi e degli angoli dalle immagini in formato raw così da poterli affiancare e mostrare le differenze (clikkando sotto, sulle lunghezze focali evidenziate, potrete vedere ed eventualmente scaricare liberamente tali confronti con crop al 100% senza ridimensionamenti né alcun tipo di post produzione, i file in jpg sono semplici conversioni da file raw così come usciti dalla macchina).  

 

Confronto centro dei fotogrammi:

300mm   420mm   600mm

 

Confronto bordi dei fotogrammi:

300mm   420mm   600mm

 

Confronto angolo dei fotogrammi:

300mm   420mm   600mm

 

 A questo punto avrete visto con i vostri occhi la differenza qualitativa delle immagini restituite dalle due ottiche oggetto di questo test, ma mi permetto ugualmente di fare alcune considerazioni.

Al centro le prestazioni delle due ottiche sono pressoché identiche a tutte le lunghezze focali, l’unica cosa che ho notato (a tutte le lunghezze focali) è la gestione delle ombre che con la nuova ottica sembrano più “chiuse”, ma questa purtroppo è una caratteristica di tutte le ottiche di recente produzione.

Discorso diverso per ciò che concerne il bordo e l’angolo, da questo confronto il vecchio modello risulta vincitore per maggiore definizione rispetto al suo predecessore a tutte le aperture di diaframma, ovviamente alle aperture minori la definizione tende a scendere ciò è dovuto alla rifrazione ottica.

Veniamo allo sfocato ambito, come era prevedibile quello della nuova versione è molto più “nervoso” rispetto alla precedente versione che risulta più gradevole alla vista.

Quindi se il test si fosse limitato ad un confronto dei crop della parte centrale delle immagini vi avrei detto che tralasciando la questione delle dimensioni/peso e stabilizzazione le due ottiche si equivalgono e quindi acquistando il vecchio avreste avuto la stessa qualità di immagine del nuovo. Passando però ad analizzare i crop ai bordi ed agli angoli dei fotogrammi la musica cambia a favore della vecchia versione!!!!

 

Non ho proceduto ad un confronto sull’efficacia dello stabilizzatore in quanto non presente nella vecchia versione e quindi non c’era termine di paragone.

 

CONCLUSIONI

 

Alla fine della fiera direi che il nuovo 300mm (atteso da molti anni dagli appassionati di caccia fotografica) è sotto alcuni aspetti superiore al suo predecessore soprattutto se si considera la trasportabilità e l’utilizzo a mano libera anche grazie alla presenza dello stabilizzatore, delle dimensioni e peso contenuti ai minimi termini!!

La resa ai bordi ed agli angoli è ad assoluto appannaggio delle vecchia versione, direi, senza pericolo di smentita.

Il prezzo a cui è possibile acquistare la vecchia versione (usato ovviamente) è pari a poco più di un terzo rispetto al nuovo modello nuovo.

La costruzione della vecchia versione in solido metallo lo rende praticamente ma ahimè più pesante (circa il doppio) rispetto alla nuova versione.

Una cosa che sinceramente mi ha lasciato un po’ perplesso è che sulla nuova ottica (come anche sul 70/200 f.4) non è in dotazione l’anello per l’utilizzo su cavalletto, acquistabile separatamente!!!!!

In conclusione, se si riesce a trovare un buon esemplare usato (ultimamente ce ne sono molti), il vecchio 300mm è un obiettivo da considerare, il suo valore in termini di qualità di immagini restituite è meraviglioso, non a torto è stato per più di 15 anni il best buy del fotoamatore evoluto per la caccia fotografica che non si poteva permettere il “fratellone” f. 2,8 o le ottiche di lunghezza focale superiore. Come si è visto a livello ottico la qualità delle immagini restituite al centro del fotogramma è praticamente indistinguibile dal nuovo mentre ai bordi/angoli è di gran lunga superiore.

Il grosso vantaggio del nuovo sta nella stabilizzazione e nelle dimensioni e peso contenute che potrebbero spingere chi fa lunghe e faticose escursioni in montagna a preferire questa ultima versione sacrificando un po’ di resa nelle immagini.

Non vorrei correre il rischio di essere travisato, la nuova versione è un’ottima ottica le cui differenze di resa sono percepibili solamente ad forti ingrandimenti, ad “occhio nudo” difficilmente si noterebbero differenze!!!

Spero come al solito che il mio breve confronto abbia chiarito le idee o comunque almeno contribuito a chi sta pensando di prendersi un’ottica da ritratto senza svuotare il portafogli.

Critiche e commenti sono sempre graditi!

 

Buona luce a tutti!!!!

 

Finito di elaborare nel mese di agosto 2017.