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Nikon AF-S DX 16-80mm f/2.8-4 E ED VR

 

Benvenuti a questo mio nuovo test “empirico” di ottiche di casa Nikon.

Come avrete avuto occasione di notare, se si possiede una fotocamera digitale Nikon formato Apc.s, la scelta di ottiche originali di qualità cosiddette “tuttofare” a livello semi professionale o professionale è d’obbligo, se non si vuole per forza cercare un (ormai datato) Nikkor 17-55mm f. 2,8 entrato in commercio nel lontano 2003 (oggetto di un mio precedente articolo al quale vi rimando per le considerazioni del caso), quindi la scelta cade sul Nikkor 16-80 mm af.s dx E ED VR.

Quindi questa volta il confronto è tra questo zoom ed altre due ottiche professionali per pieno formato, il Nikon AF-S 24-70mm f. 2,8 G ED, ed il Nikon AF-S 14-24mm f. 2,8 G ED.

 

Caratteristiche Ottiche

 Focale

  16-80 mm

 Angolo di campo

  84 - 20.4°  (equivalente a un 24-120mm in formato Fullframe 24x36mm)

 Formato

  APS-C

 Diaframma Max.

  f/2.8-4.0

 Lamelle diaframma

  7

 Lenti/Gruppi

  17 elementi in 13 gruppi

 Min. distanza fuoco

  0.35 metri

 Rapporto riproduzione

  0.22x


 Funzionalità

 Tipo di zoom

  Ghiera, esterno

 Stabilizzazione

  Si (incorporata nell'obiettivo)

 Focus

  Motore AF a ultrasuoni (Ring-USM)

 AF interno

  Si

 Full Time MF

  Si


 Costruzione e note

 Anello treppiede

  No

 Moltiplicatori

  Non compatibile

 Diametro filtri

  72 mm

 Paraluce

  In dotazione, modello Nikon HB-75

 Tropicalizzazione

  No

 Peso

  480 g

 Dimensioni

  80 x 86 mm

     

 

Il confronto è dedicato a tutti i nikonisti che vorrebbero prendersi per la propria fotocamera a formato “ridotto” un’ottica zoom “normale” luminosa senza svuotare il conto corrente bancario e senza rinunciare alla qualità.

Cercherò di rispondere, come al solito, in modo empirico, confrontando la qualità delle immagini restituite con quelle di ottiche professionali a parità di lunghezza focale e di altre condizioni di ripresa.

Per chi ha già avuto occasione di leggere altri miei precedenti articoli sa benissimo che qui non troverà curve mtf, test da laboratorio o cose di questo tipo ma solamente un test “sul campo”, non sono un tecnico e quelle cose le lascio a loro!

Venendo alle premesse tecniche il confronto è stato eseguito utilizzando una Nikon D500 su cavalletto in fibra di carbonio “Gitzo Gt 1544 t”, testa a sfera in magnesio Manfrotto MH05M0-q2, scatto remoto ed alzo anticipato dello specchio per ridurre al massimo le vibrazioni.

Oggetto di confronto, come ormai appare evidente, sono;

- il Nikkor Af.s DX 16-80 mm. f. 2,8-4,0 G ED VR

- il Nikkor Af.s 14-24mm f. 2,8 G ED (per le focali 16mm e 24mm)

- il Nikon AF-S 24-70mm f/2.8 G ED (per le focali 35mm, 50mm e 70mm)

Il risultato di questo test casereccio potrebbe risultare ad ovvio appannaggio dei più costosi zoom per fotocamere a pieno formato, ma, come vedrete, ci saranno delle sorprese. 

Cercherò, per quanto mi è possibile di fornire il maggior numero di informazioni e dati utili a chi sta leggendo!!

 Evito di inserire i dati tecnici delle ottiche prese a paragone perché di scarso interesse e di facile reperimento su internet per chi fosse interessato.

Tutte le ottiche di questo test non sono compatibili con i moltiplicatori di focale. 

Di seguito, per completezza, si può vedere lo schema ottico dello zoom DX:

 

Le lenti colorate in giallo negli schemi indicano lenti ED, cioè lenti a bassissimo grado di dispersione, quelle in azzurro sono lenti asperiche.

Per rendersi meglio conto delle differenze dimensionali inserisco la seguente immagine:

 

 

 

 

Ora veniamo alla prova comparativa vera e propria: questa è l'area oggetto del test ripresa a 16 mm, 24mm, 35mm, 50mm e 70mm. (giusto per avere un’idea del soggetto del test), il confronto è stato eseguito impostando diverse aperture di diaframma a tutte e cinque le focali.

16mm

 

24mm

 

35mm

 

50mm

 

70mm

 

 

Per un confronto il più attendibile possibile ho fotografato la medesima scena (ovviamente l’area inquadrata diminuisce man mano che la focale aumenta) a tutte le aperture con il 16-80 ed il 14-24 a 16mm, a 24mm, mentre per le restanti focali (35-50-70mm) il 16-80 è stato confrontato con il 24-70mm, ho poi provveduto ad estrapolare i crop del centro e dei bordi dalle immagini così da poterli affiancare e mostrare le differenze. Per facilitare la fruizione di questo test anche a chi non ha un collegamento internet velocissimo non ho inserito le foto direttamente nel testo del confronto ma, clikkando sotto, sulle lunghezze focali evidenziate, potrete vedere ed eventualmente scaricare liberamente tali confronti con crop al 100% senza ridimensionamenti né alcun tipo di post produzione, i file in raw sono semplicemente come usciti dalla macchina.  

 Confronto CENTRO dei fotogrammi:

16MM 24MM 35MM 50MM70MM

Confronto BORDO dei fotogrammi:

 16MM 24MM 35MM 50MM70MM

 

A questo punto avrete visto con i vostri occhi la differenza qualitativa delle immagini restituite dalle ottiche oggetto di questo test, ma mi permetto ugualmente di fare alcune considerazioni.

16mm

Al centro del fotogramma le prestazioni del 16-80 sono migliori rispetto al 14-24 fino all’apertura del diaframma f.8, poi chiudendo ancora il 14-24 risulta migliore soffrendo molto meno della fisiologica diffrazione, dimostrando che lo zoom grandangolare è progettato per un utilizzo paesaggistico e quindi più performante ad aperture di diaframma minori.

Ai bordi le due ottiche sono pressoché identiche ad aperture di diaframma da f.5,6 e minori, mentre alle aperture superiori (f. 2,8 e f. 4) il 14/24 prevale ampiamente.

Bisogna considerare che quest’ultimo è stato progettato per la macchine a pieno formato e quindi, utilizzandolo in formato “ridotto”, come in questo caso, si sfrutta solamente la parte centrale della lente, pertanto ne risulta avvantaggiato.

24mm

Al centro ed ai bordi del fotogramma le prestazioni del 16/80 risultano superiori a quelle del 14-24 fino a f. 5,6 ad aperture inferiori sono pressoché indistinguibili.

35mm

Al centro del fotogramma le prestazioni del 16-80 sono praticamente identiche a quelle del 24/70, sfido chiunque a riconoscere le foto scattate con uno degli obiettivi rispetto a quelle scattate con l’altro!!!

Ai bordi la situazione non cambia eccezion fatta per gli scatti a tutta apertura che restituiscono immagini leggermente più definite per il 24-70 pur avendo una maggiore apertura di diaframma: f. 2,8 contro f. 3,3 del 16-80mm.

50mm

Al centro del fotogramma le prestazioni del 24-70 sono indistinguibili da quelle del 16-80mm a tutte le aperture di diaframma, faccio notare che l’apertura massima per il 16/80 è ora pari a f. 3,5 quindi quasi uno stop più buio rispetto all’altro obiettivo oggetto del confronto.

Ai bordi la resa ottica del 16/80mm è nettamente superiore a quella del 24-70 sino a f. 11 dove i due obiettivi restituiscono immagini praticamente identiche, così anche per i diaframmi più chiusi.

70mm

Anche a questa focale, al centro del fotogramma le prestazioni del 24-70 sono indistinguibili da quelle del 16-80mm a tutte le aperture di diaframma, faccio notare che l’apertura massima per il 16/80 è ora pari a f. 4 quindi uno stop pieno più buio rispetto all’altro obiettivo oggetto del confronto.

Ai bordi la resa ottica del 16/80mm, come al centro dei fotogrammi, è praticamente identica a quella del 24-70.

Ad onor del vero il 16-80 alle focali maggiori ha la possibilità di “chiudere” di più il diaframma rispetto al 24/70 arrivando sino a f. 32 a 70mm, mi permetto però di dire che tale impostazione di diaframma è praticamente inutilizzabile a causa della perdita di qualità dovuta alla diffrazione.

Un’altra cosa che era prevedibile si sarebbe verificata è la caduta di luci ai bordi, ovviamente il 16-80 rispetto agli altri due obiettivi presi a paragone per il confronto, evidenzia questa caratteristica alle aperture di diaframma maggiori in maniera più consistente, ricordo infatti che sia il 14-24 che il 24-70 sono due ottiche progettare per il pieno formato e quindi hanno una “copertura” di area inquadrata ben superiore a quella del 16-80.

 

RIPRESE CLOSE-UP

Per questo tipo di confronto il 16-80 è stato paragonato solamente al 24-70 impostando entrambi gli obiettivi a 70mm.

Di seguito due scatti eseguiti con le medesime impostazioni (70mm, cavalletto, scatto remoto) alla medesima distanza, l’area mostrata è l’intera area di ripresa!!!

16-80mm

 

24-70mm

Appare di tutta evidenza che il 16/80 alle brevi distanze soffre in maniera molto accentuata del medesimo difetto di cui è afflitto il professionale 70/200 f2,8 vr II, cioè una perdita sensibile di mm di focale…………..la differenza è tale rispetto al 24/70 che risulta impossibile eseguire un confronto diretto di nitidezza, comunque il 24/70 sembrerebbe molto più nitido a tutte le aperture testate.

Per un paragone, diciamo ad armi pari, di seguito si mette a confronto il medesimo scatto (mostrato sopra) eseguito con il 24/70 con uno scatto eseguito con il 16/80 impostato a 80mm alla minima distanza di messa a fuoco entrambi a f. 11, in questo modo si raggiunge pressochè lo stesso fattore di ingrandimento. Cliccando sul link si può vedere i crop al 100% non ridimenzionati di tali scatti.

 

 

Crop 100%

 

Premesso che entrambi gli obiettivi non sono ottiche specialistiche per le brevissime distanze e quindi nessuno dei due ha delle prestazioni brillanti, sembra piuttosto evidente che il 24-70 si comporta in maniera decisamente migliore rispetto al 16-80.

 

CONCLUSIONI

Alla fine della fiera direi che il 16-80mm è da considerarsi un’ottica semi-professionale a tutti gli effetti, sicuramente è avvantaggiato rispetto agli altri due obiettivi utilizzati per il confronto da uno schema ottico molto più recente e dal fatto che è un obiettivi progettato per le macchine con sensore a “formato ridotto”, per di più è dotato di un buon sistema di stabilizzazione di ultima generazione.

Sorprendentemente ai bordi il 16-80mm è risultato spesso all’altezza o addirittura superiore agli altri due obiettivi progettati per sensori a pieno formato che in test di questo tipo, sfruttando solamente per la porzione centrale delle lenti (quella più performante per ovvi motivi) difficilmente ne escono sconfitti nei confronti di obiettivi per formato DX, segno che lo schema ottico impiegato permette una planearità di immagine dal centro al bordo superiore rispetto agli altri obiettivi del confronto, a tutto vantaggio della qualità di immagine restituita.

Sicuramente il 16-80 non è un obiettivo dei più economici, soprattutto considerando la sua costruzione quasi integrale in policarbonato, che è un vantaggio sicuramente in termini di peso, non restituisce la sensazione di robustezza degli altri obiettivi, però ritengo sia una buona scelta per un tuttofare per macchine con sensore a formato ridotto!!!

La pecca a mio avviso piuttosto importante è la qualità di immagine alle brevi distanze, nessuno pretende che sia da obiettivo “macro”, ma è eccessivamente scarsa a mio avviso per un obiettivo di questa fascia di mercato.

Un’altra cosa che personalmente non ho gradito è il paraluce, lo trovo eccessivamente ingombrante e scomodo da riporre, avrei preferito un classico paraluce rotondo a petali o a calice, piuttosto che questo con sezione rettangolare!

Spero come al solito che il mio breve confronto abbia chiarito le idee o comunque almeno contribuito a chi sta pensando di prendersi un’ottica di questo range focale mantenendo un occhio al portafogli.

Critiche e commenti sono sempre graditi!

 

Buona luce a tutti!!!!

 

Finito di elaborare nel mese di GIUGNO 2019